Linkem: Telefonia, Internet e Mobile ed impatto zero per l'ambiente.
Il futuro della comunicazione è ecologica.
Da tempo NRGLab segue con grandissimo interesse lo sviluppo del WiMAX, una tecnologia che consente di comunicare senza fili. L’innovativo sistema di connessione WiMAX consente ad uffici, cittadini ed imprese la navigazione in rete ad alta velocità e la possibilità di effettuare chiamate.
La tecnologia WiMAX consente la connessione ad Internetsenza fili in aree geografiche molto ampie e difficilmente raggiungibili dalle infrastrutture tradizionali, quali cavi e fibre ottiche. Questa caratteristica rende il WiMAX uno strumento efficace per ridurre il digital divide nazionale fornendo servizi Internet e voce a banda larga.
Tra le società che stanno investendo di più in questo settore segnaliamo Linkem, società di telecomunicazioni che eroga servizi per la connettività alla rete attraverso sistemi senza fili (WiMAX e Wi-Fi).
Tutti i segnali ci fanno pensare che il futuro delle comunicazioni è nella connettività senza fili. Per questo motivo NRGLab, nei prossimi giorni vi terrà al corrente delle evoluzioni del mercato, pubblicando anche statistiche e prezzi delle varie offerte disponibili.
Di seguito riportiamo un estratto del comunicato stampo pubblicato da Linkem nel quale il prof. Maurizio Caciotta, responsabile per il Dipartimento di Ingegneria Elettronica della Convenzione Quadro di Roma Tre ha dichiarato che:
“l’obiettivo di ridurre i consumi elettrici utilizzando fonti alternative, oltre ad avere un impatto sul risparmio energetico, riduce gli impatti della non-qualità della distribuzione di energia elettrica delle reti urbane dalla qualità dei servizi per le telecomunicazioni”.
EnergyBlot è una manifestazione che si focalizza sul grande tema delle energie, presentando ai visitatori i sistemi, le tecniche, le opportunità legate all’utilizzo di fonti energetiche alternative e rinnovabili.
La manifestazione si inserisce nell’attuale panorama che vede un crescente interesse verso le tematiche energetiche, contribuendo a promuovere il comparto produttivo e favorendo al contempo la conoscenza delle potenzialità di un sistema sostenibile (risparmio e riduzione inquinamento).
Tra i protagonisti, la Regione Piemonte che, con “Uniamo le energie”, continua la sfida per raggiungere gli obiettivi dettati dalle politiche europee, da raggiungere entro il 2020:
ridurre i consumi di energia primaria del 20%,
abbattere il livello dei gas serra del 20% rispetto al 1990
coprire almeno il 20% del fabbisogno mediante l’uso di fonti rinnovabili.
Attraverso il percorso proposto e in collaborazione con importanti partner istituzionali verranno fornite informazioni, riferimenti, esempi, fonti utili per comprendere i molteplici aspetti dell’energia e il suo utilizzo consapevole, nuova frontiera per ogni cittadino.
Temi centrali dell’evento saranno le energie alternative, il recupero di materia e, in generale, i modelli comportamentali sostenibili presentati attraverso un’esposizione delle imprese di settore affiancata da una serie di convegni e seminari. Obiettivo non è solo quello di proporre uno showroom aggiornato sulle proposte tecnologiche più innovative del settore, ma anche attività collaterali coerenti ad un più ampio progetto di divulgazione della cultura del risparmio energetico.
Intendiamo far diventare EnergyBlot una manifestazione fieristica annuale di richiamo extraregionale e di interesse nazionale per contenuti, quantità e qualità degli espositori e livello dei convegni.
L’emendamento alla Finanziaria 2010 che conteneva gravi vincoli allo sviluppo delle fonti rinnovabili è stato ritirato come richiesto dalle associazioni di categoria e ambientaliste. Si era mossa, per canali istituzionali, a favore del ritiro anche Confindustria. L’attacco alle rinnovabili è solo momentaneamente scongiurato?
L’emendamento governativo alla Finanziaria 2010 che conteneva gravi ostacoli economici allo sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia è stato ritirato (Qualenergia - Governo contro le rinnovabili in un'Italia senza "rete"), come era stato richiesto dalle associazioni di categoria e ambientaliste firmatarie di un documento congiunto sottoscritto solo tre giorni fa.
L’emendamento in questione, che sarebbe stato presentato alla Camera nei prossimi giorni, prevedeva sia una forte riduzione dei coefficienti di incentivazione alle fonti rinnovabili non programmabili, a causa delle difficoltà di dotare gli impianti di una capacità di accumulo dell’energia, sia una drastica riduzione del valore del prezzo di riferimento del certificato verde, insostenibile per un’equa remunerazione degli impianti. Inoltre veniva attribuito a Terna l’insindacabile potere di stabilire la massima quantità di produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile non programmabile che può essere connessa ed erogata regione per regione.
Se la proposta di modifica al testo della Legge Finanziaria 2010 fosse stata accolta, il settore delle rinnovabili avrebbe subito un duro colpo, in quanto l’Italia avrebbe dovuto sostenere elevate penalità finanziarie per il mancato raggiungimento degli obiettivi vincolanti al 2020 (17% dei consumi finali di energia coperti da fonti rinnovabili) definiti in sede europea nel pacchetto Energia-Clima. Forti critiche erano venute anche da Assoelettrica che accusa l’emendamento di mettere vincoli ingiustificati ad un settore che invece, come afferma il suo vicepresidente Massimo Orlandi, ha bisogno di ingenti investimenti e grandi capacità di previsione; vincoli che avrebbero portato al mancato rispetto degli obiettivi e quindi a sanzioni economiche di notevole peso”.
Il quotidiano Milano Finanza inoltre riporta la notizia (o la non notizia) che il Ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, che pure nei mesi scorsi si era fortemente impegnato sui temi energetici (a partire dalla riforma della Borsa Elettrica), ha smentito di essere l'autore dell'emendamento arrivato sul tavolo degli operatori di settore.
Contrario al provvedimento anche il sottosegretario con delega all'energia del Ministero per lo Sviluppo Economico, Stefano Saglia, che aveva affermato nei giorni scorsi che, alla luce degli impegni internazionali dell'Italia sarebbe stato un errore decapitare le fonti rinnovabili. Saglia ha però rivelato che il suo dicastero, d'accordo con quello dell'Ambiente, ha comunque allo studio un decreto delegato per ridurre gli incentivi alle rinnovabili, gradualmente e compatibilmente con il loro sviluppo.
Neanche il Ministero del Tesoro ha assunto la paternità dell’iniziativa legislativa, oggi decaduta. Sarebbe interessante chiarire allora chi abbia redatto questi emendamenti.
Probabilmente, un forte scossone l’ha dato Confindustria, nella persona del vicepresidente Gian Marco Moratti, anche a capo della società Saras. Immaginiamo che la sua critica sia stata rivolta soprattutto sull’azzeramento dei contributi Cip6 per le fonti assimilate, l’aspetto che meno interessa al mondo delle rinnovabili, ma che anzi poteva essere un’occasione per spazzare via la vergogna di un incentivo che si dice a favore delle rinnovabili, ma che per oltre il 60% è andato a produzioni energetiche sporche e derivate da fonti fossili. Riferendosi al Cip6, Moratti ha spiegato che "riesce difficile comprendere per quale ragione non si intendano seguire le linee previste dalla legge 99/09, intervenendo piuttosto con un nuovo provvedimento a distanza di soli due mesi".
A livello istituzionale è il caso di segnalare inoltre che il 25 novembre la Camera ha approvato una mozione sui cambiamenti climatici e sulle necessarie politiche da attuare, che è assolutamente in antitesi con gli emendamenti governativi che sono stati ritirati e, se vogliamo, anche con la sconcertante mozione negazionista del Senato di marzo presentata dalla maggioranza. Nella mozione del 25 novembre si chiede invece un notevole impegno e un ruolo di primo del nostro paese al vertice di Copenhagen e una decisa spinta per gli incentivi alle rinnovabili e all’efficienza energetica.
Su oltre 350 edifici dell'Ater saranno presto istallati pannelli fotovoltaici e partiranno lavori di manutenzione straordinaria. A stabilirlo è un accordo di collaborazione fra la Regione Lazio e le Aziende territoriali per l'edilizia residenziale per la realizzazione del programma "Energia dai tetti" previsto dalla Delibera di Giunta Regionale n.831 approvata il 3 novembre 2009 su proposta dell'assessore alle Politiche della Casa Mario Di Carlo di concerto con l'assessore all'Ambiente e alla Cooperazione fra i popoli Filiberto Zaratti.
Il Programma "Energia dai tetti" prevede per la prima volta in Italia un intervento integrato di manutenzione straordinaria ed efficientamento energetico delle coperture di edifici delle Ater del Lazio ed installazione e gestione di pannelli fotovoltaici.
"Dopo aver dato grande attenzione alla bioedilizia nel Piano Casa abbiamo pensato di sfruttare questa occasione per dimostrare ancora una volta come le politiche per la tutela dell'ambiente e la riduzione delle emissioni possano combinarsi perfettamente agli investimenti e provvedimenti pubblici finalizzati a valorizzare il patrimonio edilizio e a favorire la ripresa economica."- dichiara l'assessore alle Politiche della Casa Mario Di Carlo - "Grazie a questo progetto realizzeremo un intervento di manutenzione straordinaria, nel senso proprio del termine straordinario, che coinvolgerà oltre 350 edifici, per una superficie di 64.000 mq, per i quali abbiamo attivato risorse per oltre 22 milioni di euro, 15 dei quali stanziati dall'assessorato alla Casa e 7 dall'assessorato all'Ambiente. Grazie all'ottimo lavoro svolto dal tavolo tecnico che ha messo a punto il programma è stata poi introdotta una procedura nuova, conveniente per tutti i soggetti interessati, sia in termini ecologici che economici. Conveniente per l'amministrazione, che affida ai concessionari la gestione ed il mantenimento in efficienza delle coperture interessate, per gli inquilini, che potranno vivere in edifici più sicuri e cominceranno gradualmente a risparmiare sulle spese condominiali ed elettriche, per i privati, che potranno concorrere a collocare nuovi impianti grazie ad incentivi rilevanti e, soprattutto, per il Lazio che vedrà ridotte notevolmente le proprie emissioni dalla presenza di pannelli solari che presto copriranno una superficie pari a quasi dieci volte il campo dell'Olimpico dove fino a poco tempo nessuno avrebbe nemmeno immaginato potessero sorgere."
SALVARE il pianeta cominciando dalle abitudini più semplici, come quella di fare pipì. Nel Regno Unito fa discutere l'ultima proposta dell' organizzazioneambientalistaNational Trust su risparmio idrico e compostaggio, ovvero il riciclo di rifiuti organici trasformati in fertilizzante. Niente di tecnologico o sperimentale, ma semplice natura al posto dei bagni. Almeno per quanto riguarda il parco di Wimpole Halle, nel Cambridgeshire. Qui, ormai da otto settimane, i giardinieri di sesso maschile utilizzano, al posto del bagno pubblico, la "pee bale", una balla di fieno della lunghezza di tre metri.
Le ragioni sono nobili e coinvolgono la tutela ambientale sotto due punti di vista diversi. Da un lato la pipì, ricca di azoto e potassio, è un ottimo acceleratore del processo di compostaggio; dall'altro, non usare i bagni permette di non sprecare l'acqua del wc. D'altronde già da tempo l'ong brasiliana Sos Mata Atlantica ha diffuso quanta acqua si risparmierebbe se si facesse pipì nella doccia almeno una volta al giorno invece che nel water: circa 5mila litri di acqua all'anno. Insomma, la richiesta è semplice: se siete lavoratori agricoli, o state visitando un parco pubblico, o siete in vacanza in campagna, o avete un giardino, perché non fare pipì all'aperto? Potreste fare bene alla natura due volte.
"Abbiamo chiesto ai nostri dipendenti uomini di usare la balla di fieno quando la natura chiamava, il tutto al servizio del sistema ecologico di compostaggio di Wimpole - racconta Philip Whaites, capo giardiniere della riserva - la balla è un acceleratore da aggiungere al resto del compost, e con oltre 400 acri di terreno sui quali utilizzare il fertilizzante, qui ne abbiamo un grande bisogno". Dal National Trust informano che le "pee bale" sono destinate ai soli dipendenti e che ai visitatori sono riservati normali wc. I risultati dell'esperimento si vedranno tra circa un anno: negli oltre mille viaggi verso il "richiamo della natura" fatti dai dieci uomini della tenuta, il volume di compost sarà raddoppiato e l'acqua risparmiata sarà pari al 30%.
Analisi, previsioni sul futuro dell’edilizia, studi, il Saie è anche tutto questo oltre ai suoi più di 1500 espositori che vengono da tutto il mondo, che ne fanno un punto di riferimento per tutto il comparto edile internazionale.
Oggi Legambiente e il Cresme hanno presentato il loro secondo Rapporto durante la seconda giornata del Saie, in svolgimento a Bologna. Dalla ricerca emerge che ben 577 comuni italiani hanno adottato regolamenti edilizi incentrati sul risparmio energetico e la diminuzione degli inquinanti mediante il recupero dell’acqua piovana e il riciclo dei materiali di risulta, aiutando anche gli stessi cittadini ad acquisire comportamenti green.
I dati raccolti fanno ben sperare:
406 i municipi che utilizzano fonti energetiche rinnovabili
208 i comuni stanno promuovendo l’allaccio a reti di teleriscaldamento
277 i regolamenti che puntano al miglioramento della soleggiatura e dell’illuminazione degli edifici
266 i comuni che stanno utilizzando materiali edili riciclati per le nuove costruzioni insieme a tecnologie per il risparmio idrico.
I comuni che hanno sviluppato regolamenti edilizi incentrati sulla sostenibilità sono distribuiti equamente nella penisola, con una leggera predominanza nel centro-nord, con particolare concentrazione in Toscana, EmiliaRomagna e Lombardia.
In vista della Conferenza sul Clima, uno dei settori che dovrà subire i maggiori adeguamenti alle nuove normative, sensibili alla questione ambientale, sarà proprio quello edilizio, chiamato a ridurre drasticamente le emissioni dannose e i consumi, anche se lo sforzo necessario non sarà richiesto solo per le nuove costruzioni ma anche e soprattutto per le esistenti che necessitano di adeguamenti.
Il Saie tiene banco
Questo è uno dei temi centrali per l’edizione 2009 di una delle più importanti e diremmo storiche manifestazioni in Italia, il Salone Internazionale dell’Edilizia che si tiene ormai da 45 anni alla Fiera di Bologna e che è da tempo divenuto un punto di riferimento non solo europeo, ma mondiale, per quanto riguarda l’edilizia e tutto l’indotto di settore. L’appuntamento si rinnova, dunque anche quest’anno forte di oltre 230.000 metri quadri di esposizione e di oltre 1500 espositori internazionali.
Il Saie è andato affrontando negli anni le evoluzioni nell’ambito dei materiali di costruzione, dalle tecnologie degli impianti alle rinnovate esigenze di progettazione, dalla domotica alla necessità di integrazione tra edifici e di autonomia energetica fino all’utilizzo di energia tratta da fonti rinnovabili.
In questo momento, è stato evidenziato ieri nel convegno di apertura, l’economia in genere, e il settore edile in particolare, cerca la strada migliore per uscire dal vicolo cieco della crisi economica, che sarà quella dell’innovazione tecnologica e delle indispensabili strategie di efficienza energetica, oggi, come non mai, passaggi obbligati per imboccare la via della ripresa.